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L’attentato: il più grave contro militari italiani dopo la strage di Nassiriya

Il figlio di Roberto Valente, col basco rosso della Folgore. AnsaLe vittime dell’attentato, tutti militari del 186esimo Reggimento Paracadutisti Folgore sono state uccise in Afghanistan, alle 12,10 ora locale  giovedì scorso, 17 settembre, durante l’esplosione che ha colpito un convoglio Nato, sulla strada che porta dal centro della città all'aeroporto di Kabul.

L’agguato, costato la vita a Matteo Mureddu, Davide Ricchiuto, Gian Domenico Pistonami, Roberto Valente, Antonio Fortunato e Massimiliano Randino, questi i nomi delle vittime, è stata provocato dalla deflagrazione di un automezzo civile carico di esplosivo, guidato da un kamikaze. Il luogo dell’attentato è la “rotonda Massud”, un tratto di strada dove il traffico è a scorrimento lento, individuato  dall’attentatore, che prima di farsi esplodere è riuscito ad insinuarsi con il veicolo tra le altre macchine provocando morti, feriti e seminando distruzione. 

Kabul: feriti anche quattro soldati. Tutti in buone condizioni

''Sono tutti in buone condizioni” i quattro militari feriti nell’attentato di Kabul giunti in Italia nella notte tra il 19 e il 20 settembre e ricoverati nel policlinico militare di Roma. A riferirlo il colonnello medico Roberto Bramati, capo dipartimento emergenza al Celio.

“Tutti e quattro – ha detto Bramati - il primo maresciallo dell'Aeronautica Felice Calandriello e i primi caporalmaggiori della Folgore, Rocco Leo, Sergio Agostinelli e Ferdinando Buono - hanno 'un disturbo da stress post traumatico, ma niente di particolare. Solo Buono ha anche una ferita a una mano, non di importante  entità ''.  I militari saranno ora sottoposti a normali visite e avranno un sostegno psicologico da parte di specialisti. Rimarranno al Celio ancora per qualche giorno.

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